Ambito giuridico / Progetto

La ricerca in ambito giuridico e giudiziario, coordinata da Cristina Balletto, fu inserita nel progetto nel 2008.

Gli obiettivi fondamentali erano analizzare se e come si stavano affrontando le situazioni multilinguistiche in questo settore e come si realizzava la comunicazione scritta e orale rivolta ai non italiani. Nella seconda fase, si è passati alla collaborazione con le istituzioni al fine di migliorare i loro rapporti e le loro comunicazioni con le persone non italiane: definire e regolare la formazione e i profili professionali dei traduttori e degli interpreti in questo ambito, elaborare documentazione in italiano e in altre lingue al fine di facilitare la comunicazione, correlare tre elementi fondamentali della comunicazione linguistico-culturale: interazione, mediazione e traduzione.

I primi passi della ricerca, nel 2008, furono dedicati alla raccolta dati e materiale, attraverso questionari e interviste condotte nel Tribunale di Genova e nella sede centrale della Questura della stessa città. Gli informanti furono avvocati, giudici, pm, traduttori, interpreti, mediatori e cittadini.

La tesi di laurea di Agnorelli (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Università di Genova, marzo 2009) analizza i dati raccolti attraverso 40 questionari compilati da avvocati e 10 da mediatori-interpreti attivi nel Tribunale di Genova (si veda la sezione Materiale di questo ambito).

Un’altra tesi, discussa all’Università di Vienna da Casaretto (L’interpretazione forense: un’analisi della situazione in Italia, 2010), analizza la percezione e l’esperienza dei giudici liguri relativamente alla comunicazione con cittadini non italiani. Si utilizza un questionario che tratta i seguenti aspetti, tra gli altri: dati anagrafici, lingue parlate/presenti nel Tribunale di Genova, procedure di selezione dei traduttori e interpreti, percezione dei giudici circa il loro ruolo e le funzioni da loro svolte, grado di soddisfazione del lavoro da loro realizzato e criteri considerati fondamentali al fine dell’erogazione di un servizio adeguato. Per questo lavoro sono stati restituiti compilati 29 questionari (le cause di questa scarsa partecipazione da parte dei giudici dovranno essere indagate). Si analizza, inoltre, il materiale scritto in italiano e in altre lingue e la relativa qualità. I risultati rivelano una carenza sia nella qualità del materiale sia nella quantità dello stesso.

La percezione degli utenti non italiani è stata sondata con un questionario rivolto ai migranti per analizzare se consideravano di essere stati supportati nella comunicazione con le autorità giudiziarie genovesi e/o di aver ricevuto assistenza linguistica (mediatori, interpreti, traduttori, ecc.).

La maggior parte degli informanti ha risposto di non essere stata aiutata sufficientemente di aver ricevuto soltanto informazioni in lingua italiana. Per questo, hanno preferito essere accompagnati da amici o parenti con più esperienza. In generale, il trattamento ricevuto è ritenuto gentile e i pochi utenti che sono stati assistiti da un mediatore ritengono che il servizio sia stato soddisfacente.

Un’altra tesina triennale di una laureanda della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova (Simona Passerini, 2011) ha replicato lo studio del 2009 di Agnorelli con altri avvocati e altri utenti non italiani.

A marzo 2011  (rinnovata a novembre 2012) è stata sottoscritta una convenzione per un progetto di ricerca con tra il Dipartimento Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova e il Tribunale di Genova (nella fattispecie, sezioni penali dibattimentali di primo grado e ufficio gip).

Di seguito alcuni degli obiettivi operativi della convenzione:

-          Osservazione, analisi e raccolta dati presso il Tribunale genovese (e altri contesti di rilevanza istituzionale: questura, sportelli dell’immigrato ecc.) relativi all’interlocuzione dell’immigrato con la pubblica amministrazione e i pubblici ufficiali in situazioni di particolare criticità e delicatezza, come la gestione di visti e permessi, degli strumenti della difesa personale e del patrocinio in cause civili o penali ecc.

-          Ricerca e analisi delle eventuali comunicazioni/altri materiali tradotti dedicati agli immigrati, reperibili e ostensibili presso Tribunale, Questura, carcere, polizia, ecc..

I primi risultati del periodo di osservazione presso il Tribunale di Genova, durante le udienze di primo grado, con indagini contrastive anche presso Tribunali spagnoli si possono trovare in bibliografia (Morelli, 2012).

A marzo 2011 è stata discussa da Enrico Meloni una tesi magistrale (Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Università di Genova, si veda bibliografia, Meloni, 2012), parte della quale è dedicata ad ascoltare (tramite interviste semi-strutturate) la voce dei gip, di alcune interpreti in forza presso il Tribunale di Genova e di alcuni esperte del settore (tra queste, la presidente della neonata Associazione Italiana di Traduttori e Interpreti Giudiziari ASSITIG, Flavia Caciagli.

A novembre 2011 è stata sottoscritta una convenzione analoga a quella suddetta l’Ufficio Relazioni per il Pubblico degli Uffici Giudiziari di Genova e una laureanda in Traduzione in Interpretariato della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Genova, Daniela Marchesi ha dedicato un lavoro di analisi, semplificazione intralinguistica e traduzione in lingua spagnola di materiale fornito proprio da questo ufficio. Un'altra tirocinante dello stesso CdL, Agnese Schena, ha svolto il periodo di tirocinio presso l'URP nell'ultimo trimestre del 2012 e ha discusso la tesi di laurea a febbraio 2013.

La studentessa della Laurea Magistrale in Traduzione e Interpretariato Jessica Quiroz Tobar ha proseguito il lavoro di osservazione condotto da Morelli nel 2011 (lavoro ancora inedito, del 2013).

Tre tesi di laurea magistrale sempre in Traduzione e Interpretariato sono state discusse a marzo 2015, trattando i seguenti argomenti: analisi del recepimento della Direttiva 64/2010/UE sul diritto di difesa dello straniero sul territorio genovese grazie ai rapporti con il Tribunale di Genova già segnalati  (lavoro di Daniela Olivier), la linguistica forense e l'nterprete in ambito giudiziario (Oriana Bologna) e la semplificazione del linguaggio giuridico-amministrativo in Spagna e in Italia (Cecilia Ravaglia).

A gennaio 2016 ha inizio una collaborazione in convenzione tra il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria e il Dipartimento di Lingue e Culture Moderne. In questo momento (ottobre 2016) è in fase di raccolta dati una tesi di laurea magistrale in questo ambito atta, attraverso uno studio etnografico, a rilevare aspetti legati alla sensibilità della polizia penitenziaria verso le tematiche della comunicazione, della traduzione e della mediazione.