Ambito socio sanitario / Progetto

 La prima fase della ricerca (inserita nell'ambito del progetto finanziato dall'Università di Genova nel 2007 dal titolo "Fenomeni immigratori e ibridazione linguistica") si è concentrata sull'analisi delle modalità di trattamento delle situazioni plurilinguistiche in alcuni nosocomi pubblici genovesi da parte del personale medico e infermieristico. Il questionario somministrato ha analizzato la percezione del personale sanitario rispetto alla figura del mediatore linguistico-culturale e sul suo utilizzo o meno nelle strutture ospedaliere genovesi, mentre le interviste hanno permesso di capire meglio alcuni aspetti culturali, antropologici e tecnici che possono diventare problematici durante una visita con un paziente non italiano. I questionari sono stati somministrati al personale di tre ospedali pubblici genovesi (Galliera, San Martino e Villa Scassi) nelle zone con maggior presenza di immigrati. Sono stati scelti i reparti di Pronto Soccorso, Ostetricia e Ginecologia, che presentano il più elevato tasso di presenze di immigrati. Inoltre, l'Azienda Ospedaliera Villa Scassi, di più piccole dimensioni rispetto alle altre due, ha dato il contributo anche del personale del reparto di Pneumologia. In questo momento ci si avvale di 129 questionari compilati e 13 interviste approfondite. Di questo primo anno di esperienza di lavoro sul campo è possibile sottolineare l'elevato interesse e la partecipazione del personale medico-sanitario, così come il desiderio di formarsi in lingue straniere.

La seconda fase del progetto, sempre finanziata dall'Ateneo di Genova nell'ambito dei progetti "Immigrazione linguistica e lingue immigrate" e "Lingue immigrate 2 (ambito educativo, sanitario e giuridico"). Inoltre, la parte sanitaria è altresì finanziata dalla Fondazione San Marcellino ONLUS per il progetto "Lingue e linguaggi tra comunicazione e mediazione". In questa tappa (2009-2010) si sono proseguite l'analisi e la raccolta dati in alcuni nosocomi genovesi per approfondire aspetti legati al linguaggio e alla comunicazione in lingua italiana e straniera e alla gestione (soprattutto nei pronto soccorsi) dei pazienti immigrati. In base ai dati raccolti, i ricercatori impegnati sul campo si stanno dedicando alla rilevazione di dati sensibili sui rapporti tra pazienti, personale medico-infermieristico e professionisti della mediazione sociale e linguistico-culturale. Attualmente siamo in possesso di circa 200 questionari compilati in seguito a interviste condotte con pazienti dei tre P.S. coinvolti nella ricerca e 10 questionari compilati da mediatori della Cooperativa SABA di Genova.

Abbiamo incrociato questi dati, raccolti all’interno delle strutture ospedaliere, con il medesimo questionario ai pazienti consegnato invece fuori. Nella fattispecie: questionario on-line somministrato a un gruppo campione di potenziali pazienti italiani con caratteristiche analoghe ai soggetti contattati durante i periodi di osservazione (200 contatti, 60 questionari restituiti); questionario somministrato a diversi soggetti “ponte” per i potenziali pazienti non italiani: Coordinamento Donne Latinoamericane di Genova, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, Laboratorio Migrazioni, mediatori, ecc. (circa 200 questionari raccolti fino a maggio 2014, in particolare all'interno della comunità latinoamericana, grazie anche al lavoro delle tesine triennali di laureande del  Dipartimento di Lingue e Culture Moderne dell’Università di Genova, Martina Pedriali, Carlotta Bonissone e Victoria Risso e della laureata magistrale in Traduzione e Interpretariato Alessandra Marconi; organizzazione di tre focus group con donne latinoamericane, uno con donne cinesi e uno con donne marocchine di approfondimento delle tematiche prese in esame nel questionario ai pazienti). 

Un'altra parte del progetto si occupa di raccogliere e di analizzare, dal punto di vista linguistico-pragmatico, il materiale scritto a disposizione dei pazienti negli ospedali e in altri ambulatori, sia sotto forma di brochure, segnaletica, consensi informati o altro formato. In seguito alle opinioni raccolte con i questionari e le interviste ai partecipanti coinvolti nel processo di mediazione/comunicazione (personale medico-infermieristico, mediatori e pazienti) si intende procedere individuando buone pratiche e criticità al fine di raggiungere una maggiore sinergia tra gli attori presenti sul territorio (associazioni, enti ospedalieri, università, ecc.). È stata avviata una sinergia con il lavoro di ricerca condotto da una psicologa borsista in forza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Galliera (Valentina Roccati) al fine di analizzare i dati in suo possesso risultanti da uno studio approfondito (interviste e colloqui) con pazienti non italiani. Sono stati altresì recuperati i dati relativi all’utilizzo del servizio di interpretariato telefonico avviato in fase di sperimentazione presso il suddetto ospedale nel giugno 2010.

Per una sintesi di questi risultati, si veda Bibliografia, De Hériz et al., 2012.

Nel 2013 abbiamo avviato una collaborazione con l'AUSL e il Comune di Cesena per la formazione in mediazione comunitaria a diversi operatori, tra i quali gli agenti di salute di comunità.

Dal 2016  stiamo collaborando con il Gruppo Ligure Immigrazione e Salute in particolare sulle tematiche legate ai richiedenti asilo e rifugiati.

Un lavoro di testi di laurea magistrale in Traduzione e Interpretariato (Alfonso Vaccarello) ha provveduto a realizzare una prima systematic review sulle pratiche di accoglienza dei migranti (e in particolare i richiedenti asilo/rifugiati) in alcuni paesi (Canada, Regno Unito, Australia e Stati Uniti) sia dal punto di vista sanitario sia dal punto di vista linguistico e traduttivo.

Inoltre, un'altra tesi di laurea magistrale (Giulia Scogna) sta cercando di approfondire tematiche di interesse di entrambi i gruppi, emerse anche nel corso del workshop "Lingue, traduzioni e mediazione", tenuto da Dora Sales (gruppo CRIT, UJI), nell'ambito del X Congresso Mondiale di Mediazione, settembre 2014.

 


In 2007 we started a research project in Genoa with the aim of delving deeper into how multilingual situations in various public environments (educational, social and health centres) were being dealt with. Part of our research included whether an interpreter/mediator was used or if the personnel spoke any other languages apart from Italian. Included in our study was also a matter regarding written and verbal communication; was English used as the Lingua Franca or was Italian the only language used?  

Three phases have already been completed in the health environment, one which we are looking into with somewhat greater attention:

In 2007-2008 we carried out some investigative work into the practitioners operating in the healthcare sector. In order to gather relevant information, we asked practitioners working in A&E Departments (and in some gynaecological departments) to compile a questionnaire (see section Materiale del gruppo di lavoro) which included questions such as whether they knew the difference between an interpreter and a mediator, if they could use a language other than Italian during a medical check-up with a non-Italian patient and whether he or she would rather be trained to use a foreign language or work with an interpreter, a mediator, etc.

We received 130 completed questionnaires and carried out 13 interviews with health care practitioners of one A&E department (Ospedale Galliera). This was in order to go a little deeper into some aspects which had emerged from the answers to the questionnaires.

Late in 2008 and during 2009 we carried out the second stage of the project:

The bulk of the material was made up of questionnaires for patients (see section Materiale del gruppo di lavoro). We concentrated our efforts on A&E Departments; in these locations we may be dealing with a life or death situation so that natural and coherent communication is probably at its most vulnerable. Taken that the researchers themselves handed out the questionnaires, all patients preferred to answer the questions verbally and the questionnaire was actually filled in as the result of an interview. Approximately 200 questionnaires-interviews were carried out.

Throughout the third stage of the research (2009 and part of 2010), two more aspects were looked into:

     - the presence and quality of any written material in a language other than Italian in public hospitals in Genoa;

     - the mediators’ standpoint (since we knew that in Genoa no interpreters work in public hospitals) (see section Materiale del gruppo di lavoro).

 



Progetto cofinanziato da


Fondazione San Marcellino ONLUS

Con la collaborazione di

Ente Ospedaliero Ospedali Galliera

Azienda Ospedaliera Universitaria "San Martino"

Ospedale Villa Scassi