Ambito scolastico educativo / Progetto

L’interesse per l’analisi del contatto linguistico in ambito migratorio è nato all’indomani dei primi arrivi di studenti stranieri nelle classi genovesi ed è confluito nel progetto finanziato dall’Università di Genova nel 2006 dedicato ai "Fenomeni immigratori e ibridazione linguistica". Sulla base delle prime ricerche sul campo in ambito educativo nella Scuola secondaria di I grado (Daniela Carpani, a.s. 2000/2001, Istituto comprensivo di Oregina) che avevano evidenziato significative aree di criticità nelle classi a forte concentrazione di alunni ispanofoni, si sono approfonditi aspetti teorici e metodologici consolidando al contempo i rapporti con nazioni (soprattutto Spagna e Stati Uniti) già da tempo impegnate nella ricerca di pratiche educative improntate alla valorizzazione degli elementi potenzialmente arricchenti del contatto tra lingue diverse. È nato così il progetto Español lengua de herencia (Laura Sanfelici e Carmela Oliviero, Scuola secondaria di I grado Don Milani-Colombo) che nell’anno scolastico 2010/2011 è stata applicata su più larga scala grazie ai risultati positivi raccolti durante la fase sperimentale. 

Il progetto LI.LO (Lingua Italiana Lingua d’Origine) è un’evoluzione del progetto EHN (Español para hablantes de herencia EHN). E’ rivolto agli alunni di lingua d’origine ispanofona della scuola secondaria di primo grado. Dopo un’attenta analisi delle biografie linguistiche e dei bisogni linguistico-comunicativi di ciascun alunno tramite un questionario di screening e analisi dai dati, il progetto è proseguito con la creazione di un corso rivolto alle lingue di studio (italiano e spagnolo). Il corso ha come obiettivo lo sviluppo, attraverso l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC), di quella che nella letteratura specializzata è definita “Cognitive Academic Language Proficiency” (CALP) e il bilanciamento del bilinguismo negli studenti con cittadinanza non italiana di seconda generazione. Per CALP si intende l’abilità di manipolare la lingua e i concetti più astratti in modo sofisticato, generalmente in un contesto accademico e di studio. La CALP, quindi, è l’abilità di pensare e di usare la lingua come strumento per l’apprendimento. Il progetto e la ricerca sono portati avanti da Laura Sanfelici e Elena Firpo. Da febbraio 2015 il corso verrà sperimentato anche a Milano.

Parallelamente, l’attenzione del gruppo di ricerca (Daniela Carpani, Rosana Ariolfo) si è rivolta anche alla Scuola secondaria di II grado scegliendo come terreno di osservazione l’Istituto Tecnico Commerciale Vittorio Emanuele e, nella fattispecie, una classe composta da 26 alunni di cui 18 ispanofoni. Di concerto con l’insegnante di Lettere e di Lingua straniera, si sono analizzate le prove in lingua italiana e in spagnolo per individuarne, rispettivamente, gli errori nella produzione scritta in L2 (riuniti in una scheda appositamente predisposta) e il grado di competenza nella L1. È stato anche somministrato un questionario-intervista anonimo per ricostruire la storia  linguistica dei  ragazzi stranieri e il loro rapporto con la lingua madre. Come già rilevato nella Scuola Secondaria di I grado, sono emerse difficoltà nella gestione della lingua madre (non dimentichiamo che 17 dei 18 ragazzi intervistati erano nati in Ecuador o in Perù e avevano quindi alle spalle una scolarizzazione pregressa) vissuta più come “lingua immigrata” che come “lingua materna” con conseguenze negative sull’autostima e sul ruolo della propria cultura di appartenenza. Tale aspetto, di estrema importanza nell’apprendimento scolastico, si sta approfondendo (Rosana Ariolfo) sulla base della ricca letteratura sugli atteggiamenti linguistici in situazioni diglossiche, attraverso la somministrazione di questionari ed interviste presso istituti scolastici con significativa presenza di alunni stranieri.

In seconda battuta, la presenza sempre più massiccia di alunni di origine straniera nati in Italia, ha orientato la ricerca anche verso l’osservazione delle pratiche educative sperimentali improntate sul plurilinguismo applicate nella Scuola primaria (Daniela Carpani, Laura Sanfelici, Rosana Ariolfo, in collaborazione con la maestra Angela Maltoni, docente della Scuola Primaria Domenico Ferrero, Genova Cornigliano). 

Ha avuto così inizio (a.s. 2013/2014) il Progetto biennale "Il plurilinguismo come risorsa cognitiva e sociale" che ha coinvolto il nuovo biennio del ciclo sperimentale "Insieme per un futuro più equo" (Seconda edizione) presso la Scuola Primaria Domenico Ferrero di Genova Cornigliano. Il Progetto, seguito da Daniela Carpani, si è concluso a giugno del 2015 e ha contato sulla collaborazione, per il versante cognitivo, della ricercatrice Paola Viterbori, del Dipartimento di Scienze della Formazione. 

La ricerca si è inoltre allargata anche ad altri aspetti più specificamente linguistici (Rosana Ariolfo)  sempre in collaborazione con Paola Viterbori, Ricercatrice del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Universitá di Genova, docente di Psicologia dell'educazione e di Psicologia dell'apprendimento scolastico. L’obiettivo si è focalizzato sulle difficoltà dei bambini di origine straniera della scuola primaria nell’acquisizione della letto-scrittura in italiano; difficoltà viste sia dall’ottica dei docenti che da quella degli stessi bambini. Per quanto riguarda il primo aspetto, dai questionari somministrati è risultato che a volte tali difficoltà vengono interpretate come manifestazione dislessica con conseguente spinta all’abbandono della lingua materna. Oltre a ciò si è osservata l’esistenza di forme di bilinguismo molto eterogenee, che spesso non garantiscono di per sé gli effetti positivi segnalati dalla letteratura specializzata sull’argomento. Per la raccolta dei dati è stato somministrato un questionario ai docenti e agli alunni sugli atteggiamenti linguistici oltre ad una batteria di prove standardizzate (Cornoldi, Colpo, 1998) con l’obiettivo di valutare le tipologie di errori in lettura, scrittura sotto dettatura ed espressione scritta di 115 alunni monolingui e bilingui (specificamente italiano/spagnolo) con il fine di discriminare meglio le difficoltà specifiche nell’acquisizione delle competenze di letto-scrittura in bambini con esposizione a due o più lingue, e alla relazione fra tali difficoltà e l’identità linguistica. I dati sono stati raccolti in sei classi di IV e V primaria,  in un quartiere di forte densità migratoria. Si tratta di bambini di recente immigrazione, molti dei quali nati in Italia da entrambi i genitori stranieri o da famiglie miste.